Valentina: Gennaio 2018

Irlanda. Il mio primo viaggio da sola, l’esperienza che ricorderò per tutta la vita. Anche se è già passata una settimana dal mio ritorno dalla magica isola verde smeraldo, i ricordi sono ancora nitidi e vivissimi dentro di me. Le aspettative erano molto alte, però la realtà ha superato di gran lunga l’immaginazione. L’idea era quella di fare un viaggio in solitaria per mettere alla prova me stessa e per cercare un po’ di ispirazione e di tranquillità rispetto ai problemi di ogni giorno. Per questo motivo ho scelto l’Irlanda, da sempre patria dei viaggi in solitaria, dei Bed & Breakfast e dei canti celtici. Così non appena ho prenotato il biglietto aereo ho iniziato subito a fantasticare su questo “viaggio con me stessa” ed esattamente un mese dopo mi ritrovavo già sull’aereo che da Monaco di Baviera mi avrebbe portato a Dublino per vivere quattro dei giorni più intensi della mia vita.

 

1 GIORNO, DUBLINO

Atterrata a Dublino mi sono subito diretta a prendere l’autobus che mi avrebbe portato in centro, proprio vicino all’ostello dove avrei soggiornato la prima notte. Era già pomeriggio inoltrato e faceva già buio, ma nonostante la pioggia ed il vento incessante sono andata con il mio (povero) ombrellino in giro per la città. Da subito ho notato quanto gli irlandesi siano cordiali ed ospitali, e così tra una chiacchera qua e la in un inglese con uno strano slang, mi sono ritrovata davanti al Temple Bar, e la reazione ovviamente  stata uno WOW.  E’ incredibile come i colori così accesi del pub fossero accentuati ancora di più dalla pioggia e venissero riflessi sull’asfalto bagnato. Ho proseguito il tour della città e mi sono diretta verso il Trinity College, dopo aver visto qualche negozietto di souvenir, attirata dalla musica live che proveniva dai pub (e dalla fame), ho deciso che era giunto il momento di entrare in un Irish pub e di ordinare la mia prima Guiness! Così mi sono seduta al bancone e sono subito stata travolta da questa ondata di festa e colori, tutti che cantavano e ballavano, tutti con il sorriso sulle labbra.  E’ stato davvero emozionante ritrovarsi li ed ascoltare una live band che suonava musica irlandese, è stato un po’ come essere catapultata in un’altra realtà. Dopo aver mangiato ho fatto subito amicizia con una ragazza canadese che mi ha trascinato tutta la sera in giro per i pub di Dublino. E’ stato davvero un bellissimo inizio, ero partita per un viaggio da sola, ma a Dublino sono sempre stata in compagnia. Incredibile. Impossibile non fare amicizia in Irlanda. Impossibile non venire trascinati da tutto questo entusiasmo ed atmosfera di festa.

Cliffs of Moher - Irlanda

Cliffs of Moher

2 GIORNO, CONTEA DI CLARE e CLIFFS OF MOHER

Il secondo giorno da Dublino sono tornata all’aeroporto perché li mi aspettava l’auto che mi avrebbe fatto da compagna per tutto il viaggio. Ho deciso infatti di noleggiare una macchina dall’aeroporto per evitare il traffico della città, l’unica cosa che mi incuteva un po’ di timore era appunto il fatto di dover guidare a sinistra completamente da sola! Superata l’ansia iniziale mi sono seduta in macchina ed il primo impatto è stato “okay dai è facile, non disperiamo”. Dopo la prima ora di panico generale in cui mi sono ritrovata più volta a fare il giro dello stesso isolato ai 40 km/h, sono riuscita ad imboccare l’autostrada in direzione Galway e da quel momento è iniziato il viaggio vero e proprio! Accompagnata dalla musica irlandese e dalle canzoni di Ed Sheeran ho percorso i 270 km che da Dublino portano alle Cliffs of Moher ed ho potuto ammirare i meravigliosi paesaggi che diventavano sempre più verdi ed affascinanti mano a mano che mi avvicinavo alla costa ovest dell’isola.  Percorrendo la Wild Atlantic Way ed attraversando i paesini fiabeschi della contea di Clare, era impossibile non fermarsi ogni cinque minuti. Una natura di una bellezza unica, castelli a picco su fiumi e laghetti, casette con il tetto di paglia, vecchi fienili ed abbazie diroccate. Il tutto racchiuso in questa atmosfera tipica irlandese, cupa e grigia, che tanto caratterizza i mesi invernali. Attraversando il Burren e passando per Kinvarra con il meraviglioso Castello di Dunguaire, dopo un’oretta di sali e scendi tra le colline sono arrivata finalmente alle tanto sognate scogliere Cliffs of Moher.

Impossibile descrivere il panorama mozzafiato, la vista sull’oceano e la sensazione di essere ai confini del mondo. Il tempo non era dei migliori, pioveva, tirava un vento fortissimo e le Cliffs erano incorniciate da questa foschia che le regalavano un’aria molto affascinante ed a tratti anche un po’ inquietante. Incredibile quanto la natura sia potente. Dopo un’oretta alle Cliffs il cielo ha incominciato a schiarirsi ed aprirsi così ho potuto vedere meglio il panorama a picco sull’oceano. Un sogno che diventava realtà. Ancora più spettacolare è stato però il tramonto sulle Cliffs dai colori rosacei molto accesi  che ho potuto vedere dall’incantevole paesino di Doolin, non me lo dimenticherò mai.

 

3 GIORNO, CONTEA DI GALWAY E CONNEMARA

Dopo aver dormito a Galway presso una famiglia irlandese con una signora simpaticissima e super ospitale che continuava a dire “lovely” e che mi ha preparato un’ottima colazione, mi sono diretta verso il centro della città sotto i suoi consigli e indicazioni. Le aspettative erano altissime, soprattutto dopo aver amato e guardato milioni di volte il video di Ed Sheeran “Galway Girl”, così quando mi sono ritrovata davanti il Claddag, le meravigliose casette colorate che si affacciano sul fiume Corrib, è stata una emozione incredibile. Poco dopo ho scoperto che la città di Galway è ricca di casette colorate, ed il centro storico è un vero e proprio turbinio di colori e profumi di mare. Il rumore dei gabbiani che volano sopra le stradine di Galway rimarrà sempre nei miei ricordi.

Tornata in macchina sono partita per il tanto desiderato Connemara. Lungo il tragitto, tappa obbligatoria a Ross Errilly Friary, un complesso di rovine risalente ad un’abbazia del 14 ° secolo e che viene descritto come “il complesso francescano meglio conservato e più esteso d’Irlanda”. Questa abbazia è un must per tutti quelli che come me amano le atmosfere misteriose, gotiche e rovine con cimiteri celtici. Percorrendo la strada verso il Connemara impossibile non fermarsi nel meraviglioso paesino di Cong, dove negli anni ’50 è stato girato il film”The Quiet man” e dove sorge il castello di Ashford, un castello medievale che è stato ampliato nel corso dei secoli e trasformato in un cinque stelle hotel di lusso. Le visite senza prenotazione non sono ammesse, però una gentilissima guardia del castello, approfittando di un momento di pausa, mi ha chiamato per farmi fare un breve giro all’interno delle sale del castello, completamente gratis.

Il cielo era molto coperto e c’era molta nebbia, ho iniziato a capire che mi trovavo dentro al Connemara solo verso le 3 di pomeriggio quando il cielo ha iniziato ad aprirsi come una fisarmonica ed i raggi del sole hanno così illuminato le colline dal caratteristico color arancio-bruciato della valle del Connemara. E’ stato subito amore. Ho passato l’intero pomeriggio nella valle fermandomi nei punti più panoramici per respirare la pace di quel luogo. In gennaio non ci sono molti turisti, e quel giorno li c’ero solamente io, a stretto contatto con la natura più incontaminata. E’ stata una esperienza incredibile. Sulla via del ritorno mi sono fermata all’affascinante Kylemore Abbey, che però ora è in fase di restauro, per poi procedere sulla via del ritorno in direzione Dublino.

Irlanda Connemara

Connemara

 

4 GIORNO: MONASTERO DI CLONMACNOISE

Purtroppo era arrivato l’ultimo giorno di permanenza in terra irlandese, e per finire in bellezza ho deciso di visitare il Monastero di Clonmacnoise, nel mezzo dell’Irlanda tra Dublino e Galway, che da sempre mi aveva molto affascinato. Dopo aver dormito nei pressi di Athlone e aver visitato il centro cittadino mi sono inoltrata nelle verdi campagne irlandesi e sono arrivata al Monastero. Il complesso monastico è ben conservato e sorge sulle sponde del fiume Shannon, è un luogo molto suggestivo in cui si respira la storia. Dopo aver guardato il filmato di presentazione in italiano, anche li c’ero solo io, ho iniziato a perdermi tra le varie chiesette e croci celtiche e a fare un sacco di foto fantastiche.

Il viaggio era giunto al termine, ripresa l’autostrada per Dublino ho iniziato a ripensare a tutte le esperienze vissute, ai luoghi visitati e a tutte le persone fantastiche che avevo incontrato lungo il tragitto. Inutile spiegare la tristezza all’arrivo in aeroporto, per completare il viaggio ho deciso di regalarmi una collanina con il simbolo del trifoglio verde irlandese promettendomi che quello non sarebbe stato un addio, ma un arrivederci.

 

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Facebook: Valentina Corazza

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